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IL FONDO VALERIA MORICONI

Intervista a Franco Cecchini, direttore del Centro Valeria Moriconi, tratta dalla tesi di laurea di Angela Casciotti “Ritratto d’attrice: il percorso artistico di Valeria Moriconi attraverso la schedatura e descrizione dei suoi copioni nel Centro Moriconi di Jesi” Università degli Studi di Macerata, Facoltà di Lettere e Filosofia, A.A. 2006/2007


1) Quando e perché nasce il Fondo Moriconi?

Non c’è dubbio: il Fondo Moriconi è nato quando e perché Valeria l’ha voluto. E’ lei che nel corso degli anni ha raccolto - nelle sue case di Jesi, Roma, Sirolo e Bologna - tantissimo materiale sulla sua vita, la sua famiglia, le sue relazioni, i suoi interessi artistici e culturali, e soprattutto la sua attività professionale. E se alla fine, entrando nella “storica” casa di via Mura Orientali 28 (storica perché legata alla storia della sua famiglia, gli Abbruzzetti, e perché continuamente evocata e mitizzata da lei stessa), mi sono trovato di fronte ad una quantità incredibile di documentazione d’ogni genere, è perché lei - vissuta per lo più in alberghi e residence in giro per l’Italia - aveva sempre concepito la sua casa come la sua “tana” in cui depositare e conservare tutti i suoi ricordi per rifugiarvisi. Anche in questo influenzata dai modi e dal gusto di suo padre, il sor Angelo, che pure conservava tutto di sé, dei suoi affetti, dei suoi affari, dei suoi rapporti, dei suoi interessi politici, ma soprattutto di sua figlia, dalla nascita all’infanzia all’adolescenza, all’inizio della sua carriera, avviata sempre più sulla strada del successo. Sarà il padre a raccogliere i ritagli dei giornali che parlavano di lei, le foto pubblicate, ma anche le sue lettere che lei gli spediva spesso, durante le tournée dagli alberghi di tutta Italia. Anzi, a volte era Valeria stessa che segnalava al padre gli articoli e i giornali che parlavano di lei!
Questa raccolta, ovviamente, l’attrice l’ha portata avanti anzitutto per sé, per il piacere ed il culto della memoria. A creare un “Fondo” da conservare per il futuro – per gli altri, per la città, per documentazione della sua storia, delle esperienze artistiche vissute da lei, con e senza Franco Enriquez – forse non ha mai pensato intenzionalmente.
Tanto che tutto è stato da lei accumulato e disseminato ovunque nelle sue case, come le capitava.
Eppure da alcuni anni aveva iniziato a far mettere un po’ d’ordine nelle foto, nei copioni, nelle recensioni. Anche a me, una volta, parlò (con una certa compiacenza) di studentesse universitarie che stavano preparando delle tesi di laurea sulla sua attività teatrale, consultandone la documentazione. E l’ ultima segretaria, Roberta Fontemaggi, mi ha riferito che, quando la signora decise di vendere la sua splendida casa di Roma in via del Pellegrino 75 (che ricordo con tutto il fascino e il calore di ambienti e cose), la incaricò di raccogliere e inscatolare tutto questo materiale annotando all’esterno il contenuto e la precedente collocazione nella residenza romana, per farlo portare a Jesi, nella sua “tana”, assieme a lei, da mesi ormai gravemente malata.
Non solo dunque ha creato lei la raccolta, ma l’ha voluta riunire e conservare nella sua interezza con sé, fino alla fine.
 
2) Per iniziativa di chi e in che modo si è costituito il Fondo Moriconi?

E’ stata una decisione delle cugine di Valeria Moriconi, Luciana e Adriana Olivieri di Jesi, che - in assenza di atti testamentari - sono divenute eredi legittime del suo patrimonio. Assieme alle rispettive famiglie - Cerioni e Angelucci - hanno concordato di proporre al Comune la donazione del materiale riguardante l’immagine e l’attività artistica dell’attrice jesina. Una scelta generosa ed encomiabilissima che, alla luce di quanto sopra ricordato, si pone in perfetta sintonia con la sensibilità dell’attrice, con il suo culto della memoria, ne interpreta in qualche modo l’intendimento più intimo, pur se inespresso.
Del resto io stesso, nel luglio 2005, all’indomani della scomparsa dell’attrice, in un intervento su “Jesi e la sua Valle” (n. 14 p. 25), avevo auspicato l’impegno per «recuperarne la memoria, il patrimonio artistico e culturale ormai storico, e renderlo vivo a partire da Jesi, dai suoi teatri». Ho accolto quindi con piena disponibilità ed entusiasmo, l’invito – rivoltomi poco dopo da un componente delle famiglie eredi a curare la selezione e la raccolta del materiale in vista di una donazione al Comune. Così a fine luglio sono potuto entrare nella grande casa di via Mura Orientali (un vero labirinto di stanze, ripostigli, magazzini), dove da qualche settimana era già stata avviata la suddivisione, distribuzione e alienazione di tutto ciò che vi era contenuto. Una piccola parte da destinare alla donazione al Comune era già stata accantonata; tanta altra, tra quella ancora presente nella casa, è stata da me ricercata e raccolta – in ogni angolo, mobile, scatolone – e, d’intesa con i familiari, aggiunta al nucleo iniziale. (...)
Il 10 aprile 2006 con lettera al Sindaco di Jesi a firma di Luciana e Adriana Olivieri è stata formalizzata la volontà di donazione del materiale documentario per il Fondo, allegandone l’elenco e chiedendo al Comune precisi impegni per la sua valorizzazione. Il Comune ha recepito la proposta e ha deliberato con atto di Consiglio comunale (n. 172 del 30 novembre 2006) la costituzione del Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi – che ha tra le finalità anche l’ordinamento del Fondo – affidandone la gestione alla Fondazione Pergolesi Spontini.
Sono stati questi gli atti formali con cui è stato costituito il Fondo, inaugurato assieme alla sede del Centro il 21 giugno 2007, nel secondo anniversario della scomparsa dell’attrice jesina: una prova, da parte del Comune, di saper mantenere in tempi brevi gli impegni assunti nei confronti dei donatori e della città per conservare la memoria della grande attrice jesina.

3) Quali materiali comprende il Fondo Moriconi e come è stato ordinato?

Il Fondo comprende una quantità notevolissima di materiali, ma non l’intera documentazione raccolta e lasciata da Valeria Moriconi: questo va detto chiaramente. Si tratta infatti di quanto gli eredi sono stati disponibili a concedere di tutto ciò che si trovava nella casa di Jesi, compresi gli scatoloni provenienti dalla casa di Roma. Ma parte dei materiali aveva già avuto una diversa destinazione, parte è stata trattenuta dai proprietari stessi o alienata o donata a terzi, parte (soprattutto documenti cartacei e corrispondenza) era già andata dispersa o al macero. Nel settembre 2006, alla documentazione di Jesi e di Roma si è potuto aggiungere quella che ho trovato e selezionato nella villa di Sirolo (all’incirca altri trenta scatoloni). Infine, nell’agosto 2008, il dott. Vittorio Spiga, compagno dell’attrice, ha donato al Comune un altro notevole quantitativo di materiale documentario conservato nella sua casa di Bologna, condivisa con Valeria per più di venticinque anni, e si è impegnato con il sindaco a destinare alla collettività la parte rimanente in suo possesso.
Per il lavoro di ordinamento e inventarizzazione, fin dall’inizio è stato coinvolto il Rotary Club di Jesi per un primo finanziamento. Era noto infatti che Valeria Moriconi era stata iscritta al Club come socia e tra le sue carte ne aveva conservato diversi ricordi, a riprova del suo attaccamento. Venne così formalizzata l’adesione del Club al progetto con lettera dell’Arch. Stefano Santini, presidente nell’anno 2005-2006, cui seguì la convenzione stipulata in data 26 ottobre 2006 tra il Comune di Jesi e il Rotary - rappresentato dall’ Ing. Claudio Bocchini, presidente nell’anno 2006-2007 - con cui il Club si è impegnato a contribuire finanziariamente alla realizzazione dell’inventario del Fondo.
Ma già in precedenza ero stato contattato dalla prof.ssa Teresa Megale della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, che nel novembre 2005 inviò una studentessa laureanda, Benedetta Menichelli di Pistoia, per una prima ricerca sui materiali del Fondo, appena traslocati in teatro e ancora chiusi negli scatoloni. Sulla base di un primo schema da me fornito e con la mia assistenza, la studentessa ha proceduto ad un ordinamento sommario della documentazione, che è stata suddivisa in faldoni per spettacoli secondo un ordine cronologico. Il risultato di questo lavoro di ricerca è confluito nella tesi dal titolo “Per Valeria Moriconi: ricognizione nell’archivio del Teatro Pergolesi di Jesi”, che è stata discussa nel maggio 2006 e presentata a Jesi il 15 giugno 2006 a Palazzo della Signoria nel primo anniversario della scomparsa dell’attrice: un lavoro tanto più apprezzabile in quanto contiene una prima redazione della teatrografia, della filmografia e della bibliografia dell’attrice jesina.
Nello stesso giugno 2006 è iniziato il lavoro di inventarizzazione sistematica di tutto il Fondo da parte della dott.ssa Claudia Politi: lavoro che si è protratto fino al dicembre 2006 con il contributo del Rotary e dal gennaio 2007 è stato portato avanti, grazie ad una borsa-lavoro finanziata dalla Provincia di Ancona, fino all’inaugurazione del Fondo nel giugno 2007. In questo impegno la dott.ssa Politi è stata affiancata dalla dott.ssa Federica Grilli nel giugno-luglio 2006 per un primo inventario dei libri, dei costumi e dei quadri; dalla dott.ssa Stella Mimmotti per una collaborazione negli ultimi due mesi prima dell’inaugurazione; dalla dott.ssa Rossana Mancinelli, stagista del corso Fse di Tecnico superiore di teatro educativo e sociale che dal 13 agosto al 1 ottobre ha curato la schedatura di tutto il materiale video esistente nel Fondo; e dalla stessa autrice di questa tesi di laurea, Angela Casciotti di Ancona, studentessa della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata, inviata e assistita in maniera continuativa nella sua ricerca dalla Prof.ssa Allì Caracciolo, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo.
Il grande impegno della Casciotti ha prodotto non solo l’inventario dei copioni originali degli spettacoli e dei film interpretati da Valeria Moriconi, la loro schedatura e lo studio analitico delle annotazioni autografe in esse contenute, ma pure un’ampia panoramica sulla biografia artistica dell’attrice, anche dal punto di vista critico, utilizzando per questo con intelligenza e proprietà tutto il materiale già inventariato nel Fondo, con i relativi elenchi e le schede già elaborate.
Va ricordata infine la preziosa e cordiale collaborazione offerta da Gigi Bonfanti – legatissimo a Valeria per tanti e tanti anni sul piano dell’amicizia e della professione come amministratore di compagnia – specie nell’aiutarci a identificare e schedare foto e costumi.
Nell’insieme, dunque, circa due anni di lavoro per raccogliere, selezionare, traslocare, ordinare, inventariare, collocare e inaugurare il Fondo nella sede del Centro.
Dall’inventario – non ancora del tutto completo in ogni sua parte – risulta che il Fondo è attualmente costituito dai seguenti materiali ripartiti in sezioni:
- Faldoni degli spettacoli di Valeria Moriconi, ordinati in ordine cronologico n. 62
con l’elenco dei relativi materiali costituiti da copioni, libretti di sala, foto e documenti vari di ogni spettacolo;
- Copioni n. 898
così suddivisi: copioni di spettacoli teatrali di Valeria Moriconi (n. 274); copioni di cinema e tv di Valeria Moriconi (n. 22); copioni del Premio Vallecorsi (n. 87); copioni vari (n. 516);
- Rassegna stampa 1955-2004 n. 4367 in n. 20 faldoni
con i rispettivi elenchi completi delle interviste, delle recensioni per spettacolo e delle riviste con articoli su Valeria Moriconi;
- Fototeca n. 3172
con i rispettivi elenchi delle fotografie per spettacoli (n. 1996), delle foto d’ infanzia e di famiglia (n. 240), di viaggi e vita privata (n. 561), di manifestazioni pubbliche (n. 120), di ritratti (n. 255);
- Videoteca n. 120
con il rispettivo elenco delle videocassette, dei dvd del Fondo e di nuove acquisizioni e degli audiovisivi conosciuti;
- Manifesti e locandine di spettacoli di Valeria Moriconi  n. 300
con l’aggiunta di manifesti e locandine vari (n. 15);
- Manoscritti e corrispondenza n. 5 faldoni;
- Premi, targhe, riconoscimenti  n. 90
- Bozzetti di scene e costumi, ritratti, opere grafiche e quadri vari
- Abiti e costumi n. 58 con accessori vari (n. 21);
- Documentazione varia di Franco Enriquez
con elenco dei documenti suddivisi per spettacoli (n. 6 faldoni); faldone della Compagnia dei Quattro; fotografie (n. 2 faldoni); documenti amministrativi (n. 1 faldone); appunti, corrispondenza, rassegna stampa, materiali vari (n. 2 faldoni); manifesti e locandine di spettacoli (n. 14); libretti e spartiti musicali (v. sopra); dischi (n. 18);
- Raccolta libraria n. 1403
libri di teatro; volumi con dediche; tesi di laurea su Valeria Moriconi; libretti e programmi di sala di spettacoli di Valeria Moriconi; libri e spartiti musicali di Franco Enriquez; libretti vari di stagioni teatrali e festival; riviste teatrali; libri dell’infanzia e libri e quaderni scolastici di Valeria Moriconi;

Quanto all’ultima sezione, va chiarito che Valeria Moriconi assieme a Franco Enriquez avevano costituito nel corso degli anni una raccolta libraria (soprattutto di teatro, letteratura, saggistica e arte) di notevole rilevanza e interesse. I volumi rimanenti al momento della donazione al Comune, sono stati destinati in parte a integrare il Fondo, in parte a formare il nucleo iniziale della biblioteca della Libera Università degli Adulti di Jesi. Al Fondo sono stati riservati esclusivamente i libri attinenti al teatro e allo spettacolo e quelli con dedica autografa degli autori, mentre tutti gli altri sono stati collocati nella sede della Libera Università. Ma rimane unica la proprietà del Comune, ogni volume viene contrassegnato con il timbro “Ex Libris Valeria Moriconi” e l’inventario dell’intera raccolta di libri di Valeria Moriconi di proprietà pubblica sarà inserito e consultabile nell’inventario della Biblioteca Comunale.
Secondo la normativa vigente, il Fondo Moriconi è stato da me segnalato alla Sovrintendenza Archivistica delle Marche e il Sovrintendente dott.ssa Maria Palma ha compiuto un accurato sopralluogo nel Centro in data 27 aprile 2007 per prendere visione dei materiali del Fondo.
A seguito del sopralluogo la dott.ssa Palma ha inviato, in data 18 maggio 2007 al Sindaco di Jesi presidente della Fondazione e al sottoscritto, una lettera in cui dichiara che la documentazione “è di sicuro interesse archivistico” e che “il materiale è di rilevante interesse per documentare la vita e l’attività dell’attrice”, assicurando “la tutela di questa Sovrintendenza, ai sensi del d. lgs. 42/2004, analogamente agli altri archivi di proprietà comunale” e concludendo che il Fondo, “costituito da materiali eterogenei”, “debba essere conservato unitariamente e nella sua integrità”.
Un importante riconoscimento e un’altrettanto importante disposizione per il presente e per il futuro.

4) Qual è la sede del Fondo Moriconi?

Il Fondo e il Centro sono collocati all’interno del Complesso San Floriano ove ha sede anche il Teatro Studio già dedicato a Valeria Moriconi. L’allestimento prevede una specifica destinazione dei locali del primo piano, attigui al teatro: un ampio locale per il Fondo archivistico e la sua consultazione e, insieme, per la direzione e la segreteria delle attività del Centro; uno spazio espositivo per mostre temporanee; uno spazio per la raccolta di abiti e costumi; uno spazio per la raccolta di libri teatrali e con dediche, di riviste e copioni vari; il foyer con uno schermo per proiezioni di video.
Grazie al contributo della Banca Popolare di Ancona e della Provincia di Ancona, si è riusciti a realizzare un allestimento costituito da mobili antichi restaurati e affiancati da nuovi elementi di arredo di segno contemporaneo, ponendosi così in linea di continuità con lo stile e lo spirito dell’intervento dell’architetto Italo Rota nel restauro e nell’arredo del Complesso San Floriano e in particolare del Teatro Studio e del foyer. Soprattutto si è posta attenzione a non museificare gli spazi e i materiali e ad evitare la freddezza e l’anonimato di certe strutture archivistiche, inserendo nell’ambiente elementi che richiamassero la personalità di Valeria Moriconi, momenti e segni della sua vicenda biografica e artistica, e nello stesso tempo indicassero la tipologia stessa dei materiali custoditi nel Fondo: in una parola che evocassero una presenza, un passaggio da più case ad un’unica “casa di Valeria”.
Il Teatro Studio – da lei sognato con Franco Enriquez, da lei inaugurato con grande felicità nel maggio 2002, da lei animato nel 2003 con due spettacoli e con la direzione del Festival Intrecci, a lei dedicato nel novembre 2005 – si affaccia sullo stesso grande e spettacolare corridoio di ingresso e costituisce il necessario completamento del Centro e della sua attività, che è comunque finalizzata allo spettacolo come espressione d’arte e di cultura, rivolta soprattutto alle nuove generazioni e quindi con forme e linguaggi innovativi.

5) Quali sono i programmi futuri del Centro?

Il Fondo Archivistico è collocato nel Centro, ma non è il Centro, non ne esaurisce le finalità, i compiti, l’attività. È il terreno, la base di partenza, una motivazione, un titolo in più per Jesi per fare altro. In caso contrario – e cioè se tutto si dovesse limitare a una commemorazione, a una riproposizione o anche a un’analisi storico-critica dell’attività teatrale di Valeria Moriconi – il Centro sarebbe destinato a una marginalità e progressiva estinzione.
D’altra parte Valeria Moriconi stessa – che aveva a cuore i suoi ricordi, i documenti della sua attività – non era ripiegata su se stessa ma proiettata avanti con i suoi progetti, con la sua voglia di fare, soprattutto di fare teatro. Non avrebbe mai tollerato una propria museificazione. Ecco perché il “progetto Moriconi” che l’Amministrazione Comunale a suo tempo ha fatto proprio, prevede – oltre all’ordinamento e alla valorizzazione del Fondo – iniziative permanenti che sono riconducibili a lei, in quanto mirano a realizzare certi suoi progetti tuttora validi. (...)
Si intende dunque dar vita ad un progetto che, se da una parte ha nella personalità artistica di Valeria Moriconi il suo punto di riferimento costante e prestigioso, dall’altra dovrebbe rispondere a precise esigenze della programmazione teatrale non solo a Jesi e nel suo territorio, ma con una prospettiva regionale e nazionale. È, questa, senz’altro una scommessa impegnativa. Di quelle che appassionavano la nostra Valeria.

 


 
 
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