Da un manoscritto originale nelle pagine di un' agenda del 1987:

Il teatro è vita. Il teatro è parola. Il teatro è finzione. Il teatro è realtà. Il teatro è luce. Il teatro è gioco. Il teatro è catarsi. Il teatro è idea. Il teatro è passione. Il teatro è poesia. Il teatro è lo specchio. Il teatro è illusione. Il teatro è il tempo. Trent’anni di tutto questo vissuto sempre sera dopo sera e scopro la mia verità: il teatro è la mia casa… l’ambiente naturale… come il pesce nell’acqua, l’uccello nel cielo, il fuoco nelle viscere della terra… una casa che quasi ogni sera cambia colori, poltrone, specchi, luci, odori, ma gli ospiti sono sempre amici e io li ricevo e con loro e per loro parlo, racconto idee di altri reinventate da me. Ecco fate conto una padrona di casa tutta attenta alla gradevolezza della serata. Poi l’immagine si scolla, si vela, si frantuma, si opacizza, si allontana, anche questo è teatro, signori… Non si afferra, non si “fissa”, non si colloca, “diviene” sempre, sera dopo sera, anno dopo anno, la pellicola impressa non torna indietro, anche se si volesse il gesto non sarà più quello, la voce, il suono, le mani, il cuore, sera dopo sera sino a quando le foto soltanto saranno testimonianze, prove di un passaggio. Ma il teatro come “casa” resta l’unico luogo veramente sacro e profano insieme…

 
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