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INDICE PRESENTAZIONE DI GIANNI LETTA ELENCHI AUTORE DELLE INTERVISTE SELEZIONATE UN RACONTO PER IMMAGINI: capitolo primo capitolo secondo capitolo terzo capitolo quarto capitolo quinto Se l'insieme delle innumerevoli interviste rilasciate da Valeria Moriconi nell'arco di cinquant'anni restituisce “il suo ritratto sui media”, Come in uno specchio rappresenta “una sorta di diario pubblico dell'attrice, una inconsapevole autobiografia a puntate, tanto più attendibile quanto meno intenzionale, un'ultima straordinaria intervista immaginaria concessa alla stampa, ma destinata al pubblico, dove Valeria rivive la propria vita ed esprime la propria coscienza di donna e di artista”. Delle 550 interviste raccolte nel suo fondo archivistico, il volume ne presenta 180, adattate secondo un disegno complessivo, a cui si aggiungono 30 interventi dell’attrice sulla stampa. Vi si ritrovano firme note e meno note, perché il criterio di scelta è il contenuto della comunicazione. Per meglio disegnarne il ruolo nel teatro italiano del ‘900 e per meglio definire il rapporto privilegiato che ha avuto col pubblico, le interviste sono precedute da due interventi tra loro volutamente diversi nella impostazione e negli esiti. Nel primo, Anna T. Ossani inquadra la personalità e l’attività di Valeria Moriconi nel teatro italiano del Novecento attraverso tre linee-guida, tre parole tema sinergicamente intrecciate (sguardi, intrecci, segni) e ritesse l’avventura professionale dell’attrice, i modi della sua sintassi recitativa che si modifica nel corso degli anni anche in ragione di incontri con alcuni importanti registi che hanno diversamente inciso sulla sua crescita attorica. Nel secondo, Franco Cecchini analizza le caratteristiche e i contenuti del rapporto della Moriconi con i media, la sua avventura di donna e di attrice, con riferimento costante alle sue stesse parole, con ricorso sistematico a citazioni dalle interviste, ricomposte a mosaico, in modo che sia lei a raccontarsi sulla scena della comunicazione, con il fascino che promana dalla simbiosi tra teatro e vita, autenticità e finzione, “cervello” e passione. Il volume presenta dunque una documentazione singolare che, con l’ampiezza dei suoi apparati, lo rende strumento utile per ulteriori indagini da parte di chi legge, studia, ricerca, ricorda.
Anna T. Ossani è professore ordinario presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” dove insegna Letteratura italiana e Letteratura teatrale italiana. I suoi studi si sono orientati sulla letteratura moderna e contemporanea (Garrone, Savinio, l’avanguardia futurista) e in particolare sui rapporti tra letteratura e politica (Letteratura e politica in Giuseppe Mazzini, Mario Marasso, Socialismo e letteratura, Francesco Meriano). Di recente la sua attività di ricerca si è rivolta alla drammaturgia sommersa degli anni ’30-’50 (con edizioni delle opere di Anna Bonacci e Antonio Conti) e alla scrittura contemporanea per la scena. Franco Cecchini, laureato all’Università di Urbino con una tesi in Letteratura teatrale italiana, ha pubblicato alcuni contributi sulla storia del teatro di Jesi, su G.B. Pergolesi e sugli scenari settecenteschi per marionette della collezione Mereghi. È stato responsabile del Teatro Comunale G.B. Pergolesi di Jesi. Nominato nel 2005 direttore delle attività teatrali dalla Fondazione Pergolesi Spontini, ha curato la raccolta e l’ordinamento del materiale archivistico e di documentazione nonché la progettazione e la realizzazione del Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi che dirige per incarico della stessa Fondazione.
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